Pedule e giacca a vento

On 23 gennaio 2011, in Argentina, by Dome

E’ una mia caratteristica affrontare ogni situazione impreparato: a scuola non ho fatto grandi passi in avanti con questo stile ma viaggiando, per certi versi, mi permette di rimanere meravigliato ad ogni mio passo. Ed è così che dopo venti ore di autobus, più di mille chilometri sulla celeberrima Ruta 40 mangiando polvere alzata dalla sua strada bianca arrivo nella notte a El Chalten, accolto da una aria fredda per quanto estiva e senza aver idea di dove andar a riposare le mie stanche membra. E al mattino, al risveglio, occhi e bocca rimangono spalancati nel ammirare quel cuneo roccioso che si staglia dal resto della cordillera su di un cielo terso: in un modo così naturale sapevo di trovarmi di fronte al mitico Fitz Roy e alle sue “inviolabili” pareti.

El Chalten è considerata la capitale argentina del trekking, esistono camminate per ogni genere di persona, da farsi in giornata o campeggiando nelle aree consentite per raggiungere le mete più lontane. Questo paesino mi è sembrato fin dall’inizio un brulicante formicaio: una moltitudine di persone con ai piedi scarponi da montagna e zainetti sulle spalle organizzati con sacchi a pelo, tende, corde e moschettoni escono ed entrano da un panificio ad un supermercato in cerca di vettovaglie riempendo le strette strade mentre altre si dirigono dall’ufficio del turismo alla sede dei Rangers per ottenere informazioni di ogni natura e poi come tante formichine in fila indiana si allontanano verso l’imbocco dei vari sentieri ognuno puntando verso la propria meta.

Un rovescio della medaglia della mia disorganizzazione è che mi sarebbe piaciuto veramente tanto farmi un 5/6 giorni di cammino per sentieri di montagna per raggiungere la mia prossima meta  de El Calafate: avrei così unito l’utile al dilettevole, ovvero risparmiato il prezzo dell’autobus, che in questo viaggio sta incidendo in modo particolare sul budget da me prefissato, e vissuto più intensamente le terre patagoniche, magari in compagnia di altri simpatici ragazzi. Ma, ahimè, l’unica cosa che ho pensato di fare in un paio di giorni è di concentrare tutto il possibile in uno. Ed è così che ho deciso di intraprendere quanti più sentieri possibili in un solo giorno, non una cosa complicata che sia chiaro, ma che richiede una buona preparazione fisica per camminare diverse ore senza sosta. Il tempo era dalla mia ma il vento non mi rassicurava un granché visto che era capace di stravolgere qualsiasi previsione nel giro di  pochi minuti ma l’ottimismo non mi è mai mancato e così ho iniziato questa piccola avventura ignaro di quanto avrei sofferto per lo sforzo che le mie povere gambette avevano da sopportare, in particolare nell’ultimo tratto decisamente ripido, sdrucciolevole e aggravato da raffiche di vento capaci di trasformare leggere goccioline di pioggia in appuntiti spilli a contatto con la pelle. Non so a quale santo mi sia appellato per non demordere e continuare a salire ma credo che la semplice idea di quello che avrei trovato in cima mi avrebbe ripagato di tutto la fatica spesa, anzi, non appena giunto una misteriosa energia mi ha permesso di zampettare qua e là tra quei meravigliosi laghetti cercando di cogliere la migliore angolazione per scattare le foto e osservare sulla cresta delle montagne quelle eterne cascate alimentate da fonti ignote. Peccato però essere alla base del Fitz Roy e non poterlo vedere, completamente inghiottito dalle nuvole. Pazienza, non si può avere tutto All Inclusive. La discesa si presenta meno ostica probabilmente alleggerita anche dalle piacevoli vedute rappresentate dal contrasto della piatta steppa patagonica con il promontorio andino e dagli infiniti arcobaleni. Incrocio alcuni laghi, in particolare il Lago Capri, che misteriosamente piatto rendeva le sue acque uno specchio in cui si stagliavano le ghiacciate vette delle limitrofe montagne. Ancora una volta non potevo che esclamare: “Bella la natura!”.

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4 Responses to Pedule e giacca a vento

  1. Alessandro ha detto:

    Ciao domenico, sono Paccuto del tripforum, come stai? sei ancora in argentina? noi siamo in Bolivia e tra pochi giorni saremo in Argentina, destinazione Patagonia. Senti, volevo chiederti qualche info: tu hai fatto la Ruta 40 vero? con El Chalten Travel o con altra compagnia? E quanto costa, visto che ho mandato un’email ma non mi rispondono..se hai qualche dritta in generale è ben gradita!Ciaooo

    • Dome ha detto:

      Ciao Paccuto, io sono ritornato a casa tra le piogge e il freddo della pianura padana e rimpiango le belle esperienze vissute in Argentina, specie in Patagonia! Io ho fatto la ruta 40 da Mendoza in giù facendo diversi stop prima di arrivare a El Chalten poi El Calafate e infine Ushuaia. Le compagnie di micro sono mal organizzate, nel senso che devi informarti ogni volta su orari e prezzi e non mi stupisco se non ti abbiano ancora risposto alla mail. I ritardi sono cronici sia nelle partenze che negli arrivi. Inoltre non esiste una compagnia unica che ti porti da la Quiaca a El Chalten, dovrai arrivare prima a Bariloche per iniziare a trovare questa destinazione. Per quanto riguarda i prezzi mi auguro che tu vada meglio di me: io ho speso una fortuna per i trasporti ma ero in piena stagione estiva, quindi ora mi aspetto che tu paghi di meno.. esempi: Mendoza -> Bariloche intorno ai AR$400!! Esquel -> El Chalten AR$200!! Sono viaggi di 18-20 ore, domanda se “hay comida” altrimenti organizzati per contenere le spese. Alcune dritte in più te ne darei, dipende quale itinerario hai già in mente di seguire. In caso batti un colpo 🙂
      Ciao y suerte con tu viaje!

  2. Alessandro ha detto:

    grazie, immaginavo quindi..forse è meglio la strada normale!io sono amante degli sterrati, dopo le esperienze australiane, ma fare la R40 a sti prezzi mi sembra esagerato, anche perchè una strada del genere credo sia più che altro bella da guidare visto che nn presenta particolare attrattive..le dritte che ti volevo chiedere erano sugli ostelli..i prezzi su internet mi sembrano alti a el calafate, el chalten e bariloche..per caso sul posto si trova di meglio?grazie mille domenico, ma tu sei in procinto di ripartire o per ora ti fermi in italia?in bocca al lupo in ogni caso!

    • Dome ha detto:

      Hai ragione quanto al fare la R40 senza guidarla ma rimane sempre un’esperienza unica nonostante gli sterrati australiani non siano da meno! A Bariloche i prezzi sono altini e pagai $65 a notte mentre a El Chalten me la cavai con $30 (Glaciar Marconi) e a El Calafate $55 (Che Lagarto). La Patagonia costa un pochino di più, pensavo anch’io fosse una leggenda ma non ho potuto smentire. Al momento rimango in Italia… necessito di lavorare ora!!

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