Alla caccia del sole

On 5 giugno 2009, in Australia, viaggio, by Dome

Ci lasciamo Perth alle spalle ma le nuvole non ci danno tregua, sempre presenti come una costante di una formula matematica. Poco importa poichè io e i miei compagni di viaggio siamo super carichi per la nuova avventura, consci del fatto che ci muoviamo pian pianino verso nord, le belle temperature. Non é invece molto entusiasmante la mole di kilometri che ci aspetta nel primo giorno, un 750 tanto per iniziare. L’unica tappa in programma e’ al Nambung National Park, sui 300 Km a nord di Perth, sede del Pinnacle Desert, una testimonianza dell’evoluzione geologica, mi spiego anche se non é facile: in una ristretta area sabbiosa si ergono dei pinnacoli (come da foto), a prima vista dei semplici pezzi di roccia ma ad un’occhiata più attenta si possono notare quelle naturali venature classiche degli alberi. Ebbene, se ricordo la lezione, queste strane roccie sono il risultato di un’attività geologica di milioni di anni, quando il livello degli oceani era una decina di metri più alto e la vegetazione cresceva rigogliosa con imponenti alberi. Proprio le
radici di questi alberi sono le protagoniste dell’odierno paesaggio: quando gli oceani si sono abbassati ai livelli a noi conosciuti, la ricca componente calcarea dell’acqua ha fossilizzato il legno presente nel sottosuolo tramutandolo in una pseudo roccia. Chiaro? No? Allora vi rimando a wikipedia o google per maggiori informazioni!! Nulla toglie il fatto che starsene in piedi in mezzo a questi pinnacoli si ha una sensazione un poco strana: in un deserto che rievoca qualche scena di Guerre Stellari o Mad Max, lontano da tutto e da tutti, dove gli unici suoni che si sentono sono quelli del vento, si teme a pronunciare una singola parola nella paura di rompere un delicato equilibrio. Si rimonta nelle nostre quattro ruote, muovendosi tra rosse distese intermezzate da sabbiose bianche dune, per ore, il nulla se non una interminabile lignua di asfalto che ci porta pian piano verso la meta odierna, Kalbarri. Purtroppo l’inverno ha la sua doppia faccia, ovvero il bello dei pochi turisti e delle miti temperature perfette per viaggiare ma l’handicap delle ridotte ore di luce, le quali mi hanno impedito di apprezzare il colore rosa delle acque di un lago distante pochi kilometri dalla città di Geralton. Pazienza, non si può avere proprio tutto dalla vita. Sarà per un’altra volta!

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