Altre emozioni nel blu

On 12 giugno 2009, in Australia, viaggio, by Dome

Si arriva a destinazione dopo che il denso buio della notte ci aveva inghiottiti nel deserto già da un paio di ore. Come se fossero noccioline, ci siamo cuccati altri 700 e rotti Km di piatti paesaggi interrotti da enormi nidi di termiti (anche oltre i 2 metri di altezza!!), incrociando sporadici road trains che trainavano dai quattro ai sei rimorchi e pure un gruppo di famiglie che, manco fossero in qualche film americano, pellegrinavano per il continente a bordo delle loro enormi case su sedici ruote… In quel di coral bay abbiamo un deal con l’ostello che ci ospita, in pratica ci offrono maschera e pinne a gratis per un mattina per andare alla scoperta dei coralli; per quanto mi riguardo l’affare è fatto, non vedo l’ora di tuffarmi in acqua per una sana nuotata invernale, conscio del fatto che il tropico lo abbiamo superato da un pezzo e che le temperature dovrebbero essere miti. Quante illusioni! Il mattino dopo la giornata era limpida, e nonostante fossero solo le 8 della mattina c’era un caloroso pallido sole che mi rincuorava ma non
appena misi i piedi in acqua (non mi arrivava nemmeno alle caviglie) mi impietrii all’istante, il mare era meschinamente congelante. Mi ritrovai di fronte ad un “aut aut”, o tornare indietro all’ostello come un turista della domenica perdendo l’opportunità di usufruire gratuitamente di maschera e pinne (ogni $$ recuperato vale tantissimo dopo mesi di non lavoro), o sacrificare dita di mani e piedi mandandoli in gancrena e tuffarmi nell’azoto liquido. Andai per la seconda opzione, ed in una eroica corsa verso acque più fonde ebbi conferma della mia giusta scelta: così senza preavviso o lunghe e faticose nuotate, a 50 metri dalla riva ci si ritrova di fronte ad una giungla di coralli, funambolici pesciolini, piccole manta rays, altri pesci a forma di cannuccia e poi lei, la più bella sorpresa che mai avrei immaginato incontrare. “Siore e siori, ho il lieto piacere di annunciarvi la mia amica TARTARUGA!!”. Beata lei, in ritmici e regali colpi di zampe, se ne andava in giro in totale indifferenza, mentre io cercavo di raggiungerle il più vicino possibile annaspando come un cretino. Dopotutto mi sentii soddisfatto, e dopo soli venti minuti scarsi, me ne tornai all’ostello, congelato ma felice come una pasqua per quello che avevo visto in così poco tempo!
Il pomeriggio seguente, una ragazza che conobbi nella mia camerata mi prestò la sua maschera, e me ne andai di nuovo a fare una nuotata conscio del fatto che a quell’ora la temperatura del mare era più umana; credo nuotai per 25 minuti scarsi questa volta ma di nuovo ebbi la fortuna di incontrare una magnifica tartaruga. Non avevo dubbi, Coral Bay era diventata prepotentemente il mio posto preferito nel Western Australia, e che la famosa Great Barrier Reef non aveva tanto di più della cugina della costa ovest. Inoltre alla sera si possono ammirare incantevoli tramonti e dalla spiaggia si possono addirittura scorgere alcune lontane balene danzare sull’orizzonte.

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