Australian day

On 26 gennaio 2008, in Australia, by Dome

In altre parole è la festa nazionale, il nostro 2 giugno o 4 luglio americano per fare degli esempi. Tanto è sentita che quest’anno, poiché cadeva di sabato, giorno non lavorativo, la festa è stata prolungata fino al lunedi risultando così un 3 giorni di festeggiamenti (questo è un limpido esempio dal quale il nostro Paese deve attingere e imparare per sensibilizzare il popolo italiano ad amare il tricolore, a risvegliare un orgoglio assopito). È una giornata di pura euforia nella quale, fin dalla mattina, gli australiani si riversano per le strade e per i parchi delle città e si fa festa fin a tarda notte. Per l’occasione ci sono mille iniziative, vengono preparati eventi di ogni genere e gusto, dalla musica live per le strade della città, a gare di vela nella baia di Sydney, passando per musei aperti tutte le ore, spettacoli aerei, bbq ovunque e gran finale con i fuochi d’artificio in darling harbour (nulla di paragonabile a quelli del 31 dicembre, questi sono all’ennesima potenza, uno spettacolo unico del suo genere) . Tutti i negozi vendono infiniti gadget con i colori della bandiera australiana, cappellini, pantaloncini, infradito, bandierine, asciugamani… Io, ma penso anche gli altri turisti, veniamo talmente coinvolti dalla eccitazione, dal calore, dalla follia per questo Australian Day che ci sentiamo un po’ accasati, lo sentiamo in parte anche nostro. Ed è allora che un pizzico di invidia cresce in me: se una nazione grande poco più dell’europa è in grado di suscitare in ogni singola persona quel sentimento di attaccamento al proprio Paese perché la nostra piccola Italia non può fare lo stesso? Perché la nostra festa della repubblica è festeggiata solo a Roma con parate e frecce tricolore e non in ogni città e paese di tutto lo stivale? Come si può sensibilizzare e suscitare quel sentimento che ti lega ad amare la tua nazione se bisogna aspettare di vincere un mondiale di calcio per sentirsi tutti uniti?

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