Case e casi

On 19 dicembre 2007, in Australia, Riflessioni, by Dome

L’idea iniziale era quella di atterrare, ambientarmi, trovare lavoro e a quel punto dedicarmi alla ricerca di una casa in quel di Sydney. Facile per i primi 3 punti e mooolto più complicato per l’ultimo. Parecchi ragazzi che ho incontrato fin adesso, anche loro alla ricerca di una sistemazione migliore di un ostello, hanno trovato un letto, una stanza dove far riposare le proprie membra ma o io sono stato sfortunato o non mi sono accontentato di quel che ho visto. Partendo dal presupposto che il tempo dedicato alla ricerca della casa è stato esiguo perché impegnato a tempo pieno tra scuola e lavoro, quel che ho potuto constatare è che le case qui non sono per niente un granchè a patto, ovviamente, di sborsare qualche monetina in più. Quel che ho visto si può riassumere in questi generi:

1. Case infestate da orientali. Non sono razzista ma l’idea di vivere con coreani, cinesi e chi per loro non mi aggrada così tanto soprattutto per il fatto che già trascorro la mattina con loro, e non è per niente facile, ed inoltre fanno combricola parlando solamente la loro lingua escludendoti di conseguenza dalla convivenza casalinga.

2. Mini ostelli. Non trovo altre parole per descrivere delle case in cui ci sono una decina di persone, ogni stanza è equipaggiata di un piccolo lavandino e letti a castello e bisogna condividere un bagno, una mini cucina e poi le lavatrici a monete. Se non è un ostello questo date voi una definizione migliore.

3. Tutto perfetto, bella casa, nuova, con piscine, palestra, campi da tennis, enormi  tv al plasma, internet gratis, tutti gli optional che si possono chiedere in una cucina moderna, lavatrice, asciugatrice, arredamento ultramoderno, e via dicendo e poi ti accorgi in un angolo della casa dei giocattoli per bimbi! Eh si, appartamento da condividere con due innocenti creature di 6 e 10 anni. Non è proprio il caso..

Bisogna avere pazienza, questo lo so già dalla mie precedenti esperienze, ma l’idea mi muoversi verso una grande città come quella di Sydney, nuova perché è giovane, mi dava l’idea di riuscire a trovare casa semplicemente e anche di buon livello. A questo punto ho approfittato di una soluzione tuttosommato buona per avere un letto sicuro e gratis all’ostello in cui mi trovo “lavorando” come night manager. Perché una scelta del genere? Per non andare a vivere sotto i ponti! Infatti ero tranquillo fino al 22 dicembre (visto che avevo già pagato fino a questa data) ma con il periodo natalizio Sydney  è strapiena di turisti e non avrei trovato una sistemazione alternativa dal momento che ogni ostello ha già il booking strapieno. Così ora da dipendente sto tranquillo e per non fare niente, perché non devo stare in piedi tutta la notte anzi dormo beato e se c’è confusione nel cortile interno mandare via i ragazzi, non pago la sistemazione e talvolta mi da anche qualche dollaro. Un buon modo per risparmiare e praticare il mio inglese!

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