Deliziati dal dottore

On 6 ottobre 2008, in Australia, by Dome

[youtube width=”400″ height=”300″]http://www.youtube.com/watch?v=91uS2CpEAJg&feature=youtube_gdata[/youtube] Una domenica indimenticabile! Ma partiamo dal principio. Mi prendo un weekend di vacanza da Sydney e mi trasferisco a Melbourne per incontrarmi con alcuni amici decisi a condividere l’esperienza della motoGP assieme. Siamo quasi nella meta’ della primavera ma alle 5 dellamattina fa ancora parecchio freddino, non avessi mai indossato i pantaloncini! Che sofferenza!! Dopo un paio di ore di macchina raggiungiamo la celebre Phillip Island, sede di uno dei piu’ affascinanti circuiti, se non altro per la posizione geografica, proprio di fronte a l’oceano. Che poesia. Bando alle ciance, la temperatura e’ ancora severa e rigida e raggomitolato in me stesso attendo vibrante che il sole faccia il suo dannato lavoro. E’ pieno di gente, esibizioni di ogni genere, armonie di rombanti motori provenire da ogni dove, merchandising della motoGP, Stoner e Rossi. Considerando che l’australiano Stoner corre in casa ed ha diritto ad un suo stand, beh che dire, Vale anche su questo versante detta legge, quasi a voler dire che lui e’ il rappresentante di questo sport, un sinonimo dei motori a due ruote. Nell’attesa che le gare comincino, faccio in tempo a conoscere di persona la fresca regina di questo campionato, la Yamaha M1 del dottore, un vero e proprio cimelio di meccanica e ingegneria, design e bellezza. La prima bandiera a scacchi viene sventolata, le 125 iniziano a dare battaglia e spettacolo mentre si passeggia attorno alla pista alla ricerca del giusto spot per l’intera giornata. La stanchezza mi prende alla sprovvista e in mezzo a tanta euforia mi perdo via nei miei sogni. Mi risveglio infastidito dal sole ma orgoglioso del mio vestiario estivo; tuttavia ora mi preoccupo della mia povera pelle senza protezioni solari… La gara tanto attesa si avvicina, le 250 hanno appena concluso la loro corsa, zittisco la fame con un ingrassante panino cipolla e salsiccia, rinfresco l’ugula con abbondanti litri di acqua. Ora sono pronto a urlare a squarciagola per tifare l’idolo tricolore. I piloti della classe regina fanno un giro d’onore a bordo di sfavillanti cadillac, stile presidente degli Stati Uniti, salutando e omaggiando il pubblico con interminabili baci e inchini. Tutto e’ ormai pronto, il giro di riscaldamento e’ stato effettuato, i piloti sono schierata sulla griglia di partenza, le luci intrepide si accendono uno dopo l’altra, i rombi dei motori si fanno assordanti, il cuore e’ mille, le luci si spengono, e’ iniziata la gara da me tanto attesa. Come da copione Rossi non e’ brillante alla partenza e al primo tornante viene risucchiato fino alla nona posizione: si prospetta una fantastica ed entusiasmante gara. La sensazione e’ piuttosto strana, non mi trovo davanti ad uno schermo televisivo ma bensi’ ci sono dentro, non esistono telecronache a commentare l’andamento della corsa, break pubblicitari a interrompere preziosi minuti di meraviglioso spettacolo; pura adrenalina scorre nel mio corpo, il respiro e’ trattenuto da una incontrollata tensione del ventre mentre il dottore finalmente trova il giusto ritmo e come sospinto da forze solo da lui conosciute inizia a macinare piloti e guadagnare posizioni una dopo l’altra. Il fuggitivo Stoner e’ irrecuperabile ma il secondo posto e’ a portata di mano; l’insopportabile “Kentacky kid” Hayden e’ davanti a due giri dal termine, Vale continua a stampare record su giri, e’ ormai sulla sua scia, un giro alla fine, gli si avvicina, curva a destra, curva sinistra, gli e’ “francobollato”, mancano solo pochi tornanti ma abbastanza per Rossi per mettere la sua due ruote davanti e chiudere la gara sul secondo scalino del podio. Che spettacolo! Grazie Vale.

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