In bici

On 27 aprile 2008, in Australia, viaggio, by Dome

Seconda tappa dopo l’infelice stop a Newcastle è Port Macquarie. Il cielo è azzurro, limpido e si respira ancora l’aria fresca dei temporali dei giorni prima ma tuttavia il sole riesce ancora a dire la sua. Arrivo all’ostello verso le due del pomeriggio e mezz’ora dopo sto già pedalando verso mete sconosciute, o quasi, visto che il mare è a un tiro di schioppo e il bisogno di aria oceanica mi spinge dove poco dopo farò un’inaspettata quanto piacevole scoperta. Come tutte le cose belle prima di poterle apprezzare fino in fondo bisogno anche meritarsele e credetemi che con tutta la fatica che ho speso nel spingere avanti la bici su per quelle terribili salite che affiancano tutta la costa, quando scendi a recuperare fiato ed energie, rimani a bocca aperta non solo per boccheggiare ma anche perché i panorami sono mozzafiato. E proprio mentre mi faccio una camminata lungo la spiaggia, saltando da uno scoglio all’altro, arriva quello che meno ti aspetti: ebbene si, ho fatto la mia prima conoscenza coi delfini! Attirato per puro caso da una “strana
cosa nera” nel mare, pensando inizialmente fosse uno scoglio, aguzzo meglio la vista e realizzo che è una pinna, che con una traiettoria a mezzaluna compare e scompare dal pelo dell’acqua. Indescrivibile la sensazione che è cresciuta dentro di me quando un istante dopo noto la presenza di altri delfini che che come il primo nuotano lì, proprio lì, a pochi metri da me, pacifici come l’oceano in qui vivono… Una bella onda si infrange sugli scogli e l’acqua gelida mi arriva al ginocchio riportandomi bruscamente in me stesso, saluti i nuovi “amici” e me ne ritorno sulle due ruote. Questa volta pago del regalo ricevuto dal mare punto verso uno dei mille sentieri che attraversano l’immenso parco del paese, convinto di scovare un’icona dell’Australia, il koala. Il mio istinto di cacciatore (?) mi dice che la situazione è ideale: solo alberi di eucalipto, lontano dal centro abitato, nessuno altro che fa confusione e gli unici suoni che si sentono provengono dalle ruote della mia bici e dai mille uccelli che si trovano tutt’intorno. Pedalo per mezz’ora, rischiando un’infinità di volta di uscire dal tracciato e cadere nella palude creatasi con le ultime settimane di pioggia perché concentrato a guardare le vette degli alberi ma niente da fare; e proprio quando la speranza stava per svanire ecco arrivare il segnale tanto aspettato: con la coda dell’occhio vedo cadere un piccolo ma sospetto rametto. Subito mi volto, alzo lo sguardo e con un sorriso soddisfatto ecco la mia “preda”, beata a gustarsi le sue foglie! Scatto le foto di rito e considerandomi altamente soddisfatto me ne ritorno al casolare eccitato come un bambino col suo nuovo giocattolo. L’indomani decido di andare a prendere il sole in una spiaggia che non avevo visto il giorno prima e pure qui le sorprese non sono mancate; è un campo minato di tane di granchi e se si rimane quieti e in silenzio si possono vedere spuntare decine e decine di piccoli granchi ove alcuni lavorano come operai scavando la loro tana gettando vere e proprio palate di sabbia all’esterno del buco, altri combattono tra di loro e alcuni semplicemente si fanno un giretto (almeno così sembrava ai miei occhi!). E poi un fuggi fuggi generale quando si avvicinano minacciosi i gabbiani oppure il rumore da me prodotto per riuscire a trovare la visuale migliore per scattare una fotografia. Che dire, questa nuova avventura ha preso proprio una bella piega…evviva!!

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2 Responses to In bici

  1. Eligio ha detto:

    Cos’hai in testa… una boccia da bowling segata a metà?
    Quando torni ti regalo il mio casco !

  2. Luigi ha detto:

    Se non altro hai “materia prima” per un bel piatto di spaghetti allo scoglio….Ah Ah Ah.

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