(Estratto da una discussione su TripAustralia Forum)

 

Scrive un italo-australiano, proprietario di un’attività commerciale nel campo dell’hospitality, che di recente ha ricercato personale prettamente italiano:

A distanza oramai di diverse settimane da questo mio post, inserito anche sul mio blog, vorrei fare qualche riflessione sulle aspettative di chi vorrebbe emigrare in Australia, offrendo qualche suggerimento.

In totale mi sono arrivate circa 300 email, persone che avevano letto la richiesta su vari siti, e qui di seguito vorrei elencare alcuni errori o cose da non fare quando si cerca un lavoro.

EvitareAi no spik inglisc. Non è esattamente un errore, ma mandando un curriculum ad una ditta australiana, mi sarei aspettato una buona parte di lettere in inglese, ed invece su quasi 300 solamente 1 (una!) era in inglese, le altre in italiano, spesso stentato, molte volte senza firma o con il solo nome di battesimo. La conoscenza dell’inglese spesso è stata dichiarata come “nulla”, ed anche se la richiesta specificava che non serviva un gran livello d’inglese, pensare di trasferirsi in Australia senza parlarne una parola è irrealistico.

 

EvitareNon lo so fare ma posso imparare. Molte email erano da parte di persone senza neppure una minima base delle qualifiche richieste, capisco la buona volontà ma nessuno assumerà mai qualcuno che non sa fare il lavoro per cui viene assunto…

 

EvitareVoglio delle garanzie. Triste a dirsi, considerando che un paio di generazioni fa gli italiani hanno abbandonato la famiglia per recarsi in un paese sconosciuto, trattati spesso come bestie, alla ricerca di una vita migliore per sè ed i loro cari. I nipoti di quei poveri emigranti adesso sembrano preferire la vita facile, chiedendo esplicitamente “garanzie” prima ancora di un colloquio.

 

EvitareNon ho il visto. La stragrande maggioranza delle email era da parte di persone che non hanno purtroppo la minima possibilità di ottenere un visto. La cosa è triste, perchè alcuni erano molto qualificati, con esperienza ben superiore a quanto richiesto, e sono sicuro potrebbero trovare eccellenti opportunità di impiego Downunder. Ma senza visto – ripeto, purtroppo – non è possibile lavorare qui. Tanti piccoli imprenditori non hanno i beni richiesti dalla nuova normativa per i business visa, soprattutto adesso con il cambio sfavorevole (fra una cosa ed un’altra servono circa 800.000 Euro), e non dispongono delle qualifiche per uno skilled visa.

 

A tutti gli altri, ovvero a chi le qualifiche le ha ed ha anche un visto, posso dire che in Victoria il lavoro nel settore dell’hospitality è solitamente abbondante, soprattutto adesso che inizia la stagione estiva, e che cafè e ristoranti sulla Great Ocean Road sono quasi sempre alla ricerca di baristi e cuochi. La concorrenza asiatica è però forte, la professionalità mediamente eccellente e la voglia di fare paragonabile a quella dei primi immigrati italiani.

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2 Responses to Lasciate ogni speranza o voi che entrate. Se…

  1. Marco ha detto:

    Vivo a Sydney da poco più di un anno e devo dire che condivido al 100% la lettera qui pubblicata. Per vivere in Australia bisogna “togliersi le pantofole” e farsi il c#lo quadrato, a leggere i commenti di certi ragazzi che mi contattano perché vorrebbero trasferirsi, certe volte penso che, forse, hanno un po’ di ragione quelli che dicono che i giovani italiani sono “bamboccioni” e “choosy”.

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