New Year Eve

On 1 gennaio 2008, in Australia, by Dome

Capodanno a Sydney. Non ci sono alternative su dove si andrà a fare il conto alla rovescia per urlare in coro 2008, in Circular Quay o The Rocks o in altre parole Harbour Bridge e Opera House. Finalmete ho potuto partecipare a questo evento che ormai tutti ne parlavano e straparlavano da un pezzo, i celeberrimi fuochi d’artificio, e come tutte le cose “super pompate” ti aspetti chissà che roba e poi regolarmente ne vieni deluso perchè le tue aspettative non vengono concretizzate. Ma prima di parlare di questi facciamo un piccolo e veloce riassunto della giornata: il mattino si presenta diverso dal consueto e questo fa già pensare che nell’aria c’è qualcosa di diverso. Eh si, se in Italia il periodo natalizio lo sento poco qui non lo sento per niente, ed anche se ti svegli conscio del fatto che è l’ultimo dell’anno non lo ritieni tale, probabilmente legato al clima pienamente estivo. Ok. La diversità stava nella numerosità di persone sveglia alle 9 del mattino, cosa assolutamente lontana dalla normale solitudine della prima colazione. Tutti
erano concentrati come piccoli chimici alle prese con strani esperimenti nel mischiare le corrette dosi di vino e succhi di frutta, rimpinzare frighi portatili con birre congelate e racimolare alcuni sacchetti di patatine; erano così pronti con armi e bagagli per andare a prendere un buon posto per vedere i fireworks. Esattamente. Dalla mattina. Cose da pazzi ma avreste dovuto vedere la quantità di persone che c’era in giro per la città per capire che se volevi un posto decente per riuscire ad ammirare lo spettacolo pirotecnico dovevi muoverti così presto. Al Botanic Garden erano previste 22mila persone, (praticamente l’intera Portogruaro in un parco), tante altre a ridosso delle principali zone turistiche (che sono uno dietro l’altra) e in pratica un macello di gente! Ritornando alla mia giornata.. per mezzogiorno l’ostello era praticamente vuoto, così pranzo, faccio un paio di cose e per le 3 sono in spiaggia dove ci rimango fino a tardi. Torno casa verso le nove e questa volta l’ostello è disabitato (strana sensazione se legata alla musica a palle e vociare insistente a cui ero abituato) per cui ceno, svolgo i miei doveri da buon night manager e per le 11 sono in stazione ad attendere la metro. Fortuna vuole che la metro non porta dove volevo io per via che con i festeggiamenti il traffico è stato modificato; avrei potuto immaginarmelo.. cammino così verso Circular Quay, ormai il tempo è prossimo alla mezzanotte, maledico me stesso per aver indossato degli infradito in mezzo ad una masnada di gente che ti cammina sui piedi, tento di contattare gli amici con cui dovevo vedermi ma niente da fare le linee sono collassate, cerco allora di trovarmi per conto mio un luogo dove vedere i fuochi ma in ogni direzione gli uomini della sicurezza ti bloccano dicendoti che non si può passare perché è tutto pieno. Non perdo le speranze e così trovo un buon punto dove scavalcare le recinzioni ed entrare nella zona no limits, mi armo di gomiti e buona pazienza e comincio a farmi spazio tra la folla fino a raggiungere una ottima posizione dove avevo da una parte il ponte e dall’altra il teatro. Cosa di meglio. Ci siamo, mancano pochi minuti, l’adrenalina comincia a salire, l’eccitazione contagia l’uno con l’altro, sul ponte una mega clessidra di luci scandisce il tempo.. tre, due, uno..comincia la festa, urla, botti, colori ti avvolgono. Stupore generale quando iniziano ad essere sparati i fuochi anche dai grattacieli alle nostre spalle, siamo circondati da bagliori di ogni colore e di ogni forma per 15 minuti. Mi rimane un po’ di amaro in bocca per via che non ho visto nulla di nuovo (parlo dei fuochi ovviamente), qualcosa di innovativo che ti faccia rimanere a bocca aperta. Ma dov’è allora quella spettacolarità che tutto il mondo invidia? Evidentemente sarà il luogo, la particolare situazione che si viene a creare.. a me pareva tanto di vedere i fuochi di ferragosto!! Ad ogni modo per riuscire a tornare in strada (200 metri) c’è voluta un’oretta, ripeto, troppa gente!, e per riuscire a telefonare e incontrare gli altri ho dovuto aspettare fino le 2 del mattino. Da lì alle 5 il tempo è volato come fosse mezz’ora e ai piedi dell’Opera House ho atteso l’alba del nuovo anno. Torno a casa per le 9, mi cambio, mangio qualcosa e me ne vada a dormire in spiaggia, attendo il tramonto e finisce così il mio capodanno.

Related Posts with Thumbnails
Tagged with:  

5 Responses to New Year Eve

  1. Ale ha detto:

    e to mare la disarissi:
    “bea roba, coma a San Stiefin!”

    and your mum will says:
    “pretty good, looks like Saint Stephen”

    Buon Anno! 🙂

  2. Dome ha detto:

    ah ah
    …per la serie ” sera la porta!” = “evening the door!”

    buon anno anche a te!

  3. Niko ha detto:

    ciao dome son niko!!!!!!!!!buon natale, buon anno buone feste buon divertimento buon lavoro buona esperienza australiana!!!!io mi sono laureato…penso che lo sapevi ma forse non sai che tra venti giorni cica parto per il brasile, per starci un mesetto a pescare, esplorare divertirmi e ….ahahahah finalmente parto anch’io e non vedo l’ora di lasciarmi l’italia per un pò.. tu dici carpe diem, io dico fanculo tutto! per un mese penso a me stessso!
    Stammi bene ci si aggiorna, se vuoi mandarmi una e-mail il mio indirizzo è reghenaz@psico.units.it CIRICIAO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂

  4. Dome ha detto:

    grande nico! vai che il braziul ti aspetta! prenditi sta vacanza che te la sei meritata…auguri per tutto. a presto

  5. Dome ha detto:

    chiedo perdono se ultimamente mi faccio sentire poco ma ora mi trovo vincolato tra scuola e lavoro tutta la settimana e non trovo il tempo di scrivere qualcosa oltre che non fare nulla che valga la pena di divulgare…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *