Pit stop

On 26 giugno 2009, in Australia, Riflessioni, viaggio, by Dome

Mancano veramente pochi giorni alla partenza e l’idea di passar i restanti giorni nella fresca Sydney dopo le ultime settimane del caldo inverno del WA proprio mi va stretta. Inoltre una mia amica è da poco arrivata in oz, precisamente a Melbourne, e così in un sol boccone decisi di fare un paio di giorni in sua compagnia, volare poi in Gold Coast, aereo ancora per Cairns e infine a Sydney per le ultime ore. Un vero e proprio raptus di follia mi ha spinto a fare questa serie di booking, come un tentativo estremo di vedere il più possibile, di carpire qualcosa di diverso che ancora non avevo scoperto, di sentirmi, forse, parte di quella terra. Non lo so esattamente, è come quando sai che stai perdendo qualcosa e fai il possibile per ritardare o allungare i tempi, per imbrogliare te stesso, detto in altre parole. Trascorro l’ultima serata in Broome con i miei amici irlandesi in un pub irlandese e, mio consiglio spassionato, evitate di fare serate del genere in posti come quelli con gente di quel calibro, in particolare se ci sono anche donne ù
irlandesi! Ricordo solo un mal di testa terribile ma anche tante risate e i celeberrimi “drinking games”, molto comuni tra i popoli anglosassoni.
Non mi era mai capitato di andare all’aeroporto a piedi, attraversando una strada da dove risiedevo, e onestamente è una bella sensazione, soprattutto a livello di portafoglio, che non è costretto a sborsare i soliti $15 o $20. Mi aspetta un volo molto lungo per raggiungere la capitale del Victoria, con uno stop over in Perth, quasi nove ore di viaggio (le distanze qui continuano tutt’ora a stupirmi), inconsapevole di quanto freddo mi stava aspettando a Melbourne. Da bravo idiota arrivo vestito in calzoncini e infradito, e per evitare di svuotare lo zaino nel tentativo di trovare un paio di jeans e il giubbotto, stringo i denti e mi incammino verso l’ostello dove avrei trovato i miei amici. Scopro in seguito che quel posto era diventato un mezzo ritrovo per italiani ma questa volta non faccio finta di non essere un compatriota, è tempo per me di riprendere contatto con la realtà, di riavvicinarmi piano piano alla mia vita precedente. Si, questo viaggio, continuo a ribadirlo, mi ha cambiato, mi ha aperto gli occhi ad un mondo che prima non conoscevo, mi ha dato uno scossone che mi ha destato da un futuro torpore.
Mi godo così pochi giorni di feste in tricolore, cenette all’italiana e tanto divertimento. Bye bye Melbourne.

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