Sarah la bikers

On 14 gennaio 2013, in Australia, Interviste, by Dome

Sarah l’ho conosciuta virtualmente un paio di anni fa nel TripAustralia Forum: entrata silenziosamente postando semplici domande si è accorta dopo pochi mesi che Brisbane poteva essere l’opportunità che ti cambia la vita. Tra alti e bassi ma con tanta farina del suo sacco, determinazione ed anche un pizzico di fortuna è arrivata la sponsorizzazione. Ed è cambiata la musica. Complimenti Sarah!

1) Raccontaci brevemente di te. Chi sei e qual è il tuo background.

Mi chiamo Sarah, ho 33 anni e vengo dalla Valsusa, una piccola valle del nord Italia. Probabilmente qualcuno conosce Sestriere come località sciistica molto rinomata. Ho sempre vissuto tra i monti e la neve. In Italia sono stata tante figure ma le ultime importanti sono state Grafico Pubblicitario, Promotore Finanziario e Assicuratrice. In Italia dopo aver vissuto da sola sono andata a convivere col mio compagno vicino a Torino. Li’ ho scoperto realtà italiane che non apprezzavo molto, come lo stress e l’inquinamento.

 

2) Cosa ti ha spinto a cercare il tuo futuro fuori dall’Italia?

Principalmente io e il mio compagno eravamo letteralmente stufi della situazione economica/governativa italiana e del fatto che gli italiani non si smuovessero mai se non per una partita di calcio rimandata. L’Italia è un posto meraviglioso, ma da molti anni il nostro popolo è stato abituato a fregarsi l’uno con l’altro, dal più piccolo al più grande personaggio. E ora questo il risultato. Un paese di egoisti, disonesti e ipocriti. Abbiamo rovinato il nostro meraviglioso paese. Il mio secondo motivo è stato il dover cambiare aria da una situazione che mi andava stretta, così l’Australia è diventata un’appetibile occasione.

 

3) Perché l’Australia? Già la conoscevi o è sempre stato un tuo pallino?

Non conoscevo nulla dell’Australia, ma cercavamo un paese caldo ma con una economia invidiabile. È così è. È molto lontano da casa, questo è vero, ma per quanto gli australiani abbiano grandi difetti, sanno gestire molto bene le loro cose. In 9 mesi ho studiato tutto su questo paese e quando sono partita ero preparatissima e prontissima.

 

4) Quali sono stati i tuoi passi per trovare l’occupazione che cercavi?

Non sapevo bene che lavoro cercare, perchè in Italia ero assicuratrice e non immaginavo nemmeno ne mi interessava fare lo stesso lavoro qui. Ma fortunatamente in passato ho provato un sacco di lavori, quali barista, cameriera o commessa, così puntavo di trovare qualcosa di semplice subito e poi col tempo cercare di meglio. Invece puntavamo molto sul mestiere del mio compagno che è un meccanico di moto, mestiere qui sempre ricercato. Così abbiamo trovato in fretta un lavoro a lui e io i primi tempi ho fatto cameriera in un ristorante italiano e insegnante di italiano per bambini. Poi essendo anche io motociclista ho fatto la battuta al capo del mio fidanzato se mi facesse provare al negozio di accessori. Ho iniziato lavorando solo il sabato.

Dopo alcuni mesi il mio ragazzo ha cambiato officina mentre io sono rimasta sempre in quel negozio. Ho visto passare un gran numero di persone in quel posto, ma la più grande soddisfazione l’ho avuta quando dopo 6 mesi mi hanno chiesto di lavorare full time con annesso sponsor che desse la possibilità sia a me che Davide di rimanere in Australia con un contratto di 4 anni 🙂

 

5) Hai nuove idee per il futuro?

Tantissssiiiimmmmmeeee. Questo è il paese delle opportunità, ma per ora sono progetti segretissimi 🙂

 

6) Se ti venisse proposto l’attuale lavoro che stai svolgendo in Italia, lo accetteresti? E perché?

No, troppo sottopagato e senza sbocchi. Qui sono un Customer Service Manager che guadagna bene. Là sarei una commessa.

 

7) Cosa non ti piace dell’Oz?

L’Australia è ormai la mia seconda casa ma continuano ad esserci cose che non mi piacciono. La superficialità degli australiani in tutto ciò che fanno o vivono. Il paese è senza storia quindi le città sono tutte uguali con mega centri commerciali che vogliono imitare gli americani, appunto, in molte cose vogliono imitare gli americani. Mangiano male e si divertono solo bevendo birra. La gente è più fredda e quindi manca l’ambiente italiano caldo e festaiolo. È cara, per molte cose è molto cara. Come gli affitti e fare la spesa.

 

8) E cosa ti manca di più di casa?

Il cibo, le mie montagne, i miei amici cari, mia mamma, gli aperitivi e la festa che si fa in Italia.

 

9) Hai dei consigli da dare a chi come te sta cercando nuovi orizzonti in Downunder?

La prima cosa che mi viene da dire è che è facile quando si è ancora in Italia dire “mollo tutto e me ne vado”. Ma non è così. Più si è adulti e più si è radicati in Italia con famiglia, proprietà e abitudini più difficile sarà il cambiamento. Ci vuole molto carattere per cambiare vita, ma nulla è impossibile.

 

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4 Responses to Sarah la bikers

  1. luca ha detto:

    stare in un paese senza storia come l australia , colonizzato dai britannici come gli usa, senza una vera lingua del posto senza cultura , un po spaventa.

    • Dome ha detto:

      Ciao Luca, potrebbe essere vero quello che dici ma ti invito lo stesso a provare vivere per un po’ in Australia per capire se effettivamente quelle che citi siano necessità per te oppure che tutto sommato non è un dramma da vivere quotidianamente. Tutto questo per dire che per alcuni le priorità per vivere in un altro Paese sono altre, bisogna sempre mettere sui piatti della bilancia vari aspetti e poi trarre le proprie conclusioni. Difatti Sara ha trovato una soluzione alla mancanza di cultura (siamo europei noi!!) facendosi alcuni viaggetti overseas.
      Ciao!

  2. samuele ha detto:

    ciao dome! sono un ragazzo di 30anni e vorrei partire per l’australia. ho una triennale di filosofia e sono uno writer reporter, ne ho realizzato uno con tgcom24 sulla Giordania. Se dovessi partire per l’australia vorrei avere anche un fine e non solo la rabbia per l’italia….Che possibilità ci sono di lavorare li nell’ambito editoriale,riviste,etc?grazie

    • Dome ha detto:

      Ciao Samuele, così a mente mi sembra che nelle liste SOL ci siano figure professionali nel campo editoriale. Prova a darci un occhio!
      Ciao!

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