Sunshine Coast

On 16 maggio 2008, in Australia, viaggio, by Dome

Ed eccoci giunti nella capitale del Queensland, Brisbane, e si vede subito un gran movimento di persone alla stazione di arrivo e questo mi fa pensare che sono in un’altra Sydney. Nulla di più sbagliato! Camminando per la city mi accorgo che le strade non sono trafficate, ne affollate e l’infinità di grattacieli e palazzi sembrano solitari regoli impilati fra una manciata di vie perpendicolari ma a dovere perché per niente pesanti alla vista e non si sente nessun senso di soffocamento o che altro. Difatto è una città giovanissima e ingegneri e architetti han saputo organizzare a dovere l’urbanistica. Attraverso la city serpeggia un fiume che la divide in Nord e Sud e la cosa che mi salta immediatamente in mente è: ed il mare? Realizzo così che dopo mesi sono senza una spiaggia a portata di mano e senza ormai il fidato compagno oceano. Tuttavia questa mancanza viene sentita dagli abitanti stessi poiché è stata allestita una piccola zona balneare artificiale con tanto di sabbia, piscine di vario genere, palme, bagnini e poi ancora altri corsi d’acqua
simili a torrenti di montagna, piccoli laghetti equipaggiati di papere, angoli pic-nic con l’immancabile barbecue… in altre parole il luogo dove mezza e città si riversa in qualsiasi occasione comprese le pause pranzo lavorative. Come ogni altra grande metropoli che si rispetti esiste pure qui un Botanic Garden, non eccessivamente vasto, ben curato, ottimo per schiacciare una penichella e poi ancora un signor ponte che che incrocia il già citato fiume e il tutto emula molto la capitale del NSW. La sera offre poca scelta dove trascorrere alcune ore con gli amici e solo nel weekend puoi pensare di divertirti oltre le prime luci del giorno seguente. Insomma, una luogo adatto agli studenti a meno che non si cerchi una tranquillità ma in una grande città. Tempo due notti e riparto verso Noosa, luogo ideale per chi è alle prime armi con il surf visto che il mare offre semplici onde con cui esercitarsi. Ebbene si, è giunta l’ora di confrontarmi con quella tavola tanto amata dagli australiani di ogni età e genere ed è maledettamente difficile! Sono proprio imbranato, diamine. Su un centinaio di tentativi sarò riuscito un sei volte a rimanere più di tre secondi in piedi sulla tavola prima di rotolare in acqua come un babbeo o venir schiacciato dall’onda stessa. Ah che nervoso vedere gli altri che come niente si impegnano in varie evoluzioni piegandosi a destra e a sinistra senza problemi facendosi trascinare per tutto il decorso dell’onda. Devo proprio spendere parecchio tempo prima di riuscire a trovare il giusto feeling ma ce la farò!!

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