Cambio di rotta

On 20 giugno 2010, in Italia, Riflessioni, by Dome

Mai più di ora posso affermare che le mie abitudini e attitudini al viaggiare sono cambiate radicalmente nel giro di alcuni anni. Certo che le mie disponibilità sono aumentate da che ho finito con l’università e cominciato a lavorare seriamente, perciò la mia testa è più propensa all’idea di farsi qualche giorno qua e là per spezzare la monotona routine lavorativa quotidiana. Ma credo che alla base di tutto ciò ci sia questa nuova forza che mi spinge in modo prepotente a cambiare aria e scoprire nuovi posti; proprio per questi motivi non mi sono fatto mancare una insana corsa in macchina per festeggiare il capodanno tra Barcelona, Valencia e il principato di Andorra (il tutto fatto in 4 giorni!!), un weekend a Praga verso la fine di gennaio con la ciurma del nascente progetto Adormo (www.adormo.com) e un viaggetto a Dublino di una settimana fa. E già guardo a come impegnare alcuni giorni di fine luglio che mi son preso di ferie. E per quale motivo faccio tutto questo? Essenzialmente perché necessito di mantenere il mio inconscio
in una situazione di instabilità, per non riadattarmi a quelle abitudini “di casa” che mi vanno strette e non mi aiutano a crescere forte sulle mie gambe. Ecco il motivo per il quale lavorerò ancora per pochi mesi vestendo il camice bianco (praticamente da questo autunno mi rimetterò in cammino sulla strada) a favore di una “carriera” da freelance, o quasi! Dovrò saper gestire meglio il mio tempo, imparare cose nuove, leggere montagne di libri riguardo internet e simili, esercitarmi con la fotografia (magari guadagnandoci qualcosa) per poi tentare di vendere le mie conoscenze. E infine seguire il mio sogno di lavorare su una barca a vela, meglio se in mari tropicali, eh eh. 8)

Queste sono quel genere di sfide che piacciono a me, quelle in cui parto da zero, senza certezze e senza appigli, dove tutto dipende da me e dalle mi e capacità di leggere le situazioni e girarle a mio favore. Insomma, non mi piace la pappa pronta e non disprezzo assaggiare piatti di cucine remote. Ergo, sono sempre più convinto quale sia la giusta strada da intraprendere.

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