Resoconto

On 16 aprile 2010, in Italia, Riflessioni, by Dome

Sono passati ormai diversi mesi dal rientro da questa mia avventura. E’ tempo di bilanci, di valutare i pro e contro che un viaggio del genere in qualche modo implica sulla mia vita.
L’estate che ho trascorso di nuovo con i miei amici, i miei cari, le mie radici sono è stata ovviamente euforica. All’inizio. Poi, un po’ alla volta, ti accorgi che l‘adrenalina da rientro comincia a diminuire e la mia posizione in questo vecchio-nuovo mondo inizia ad andarmi stretta, ad essere instabile. I primi avvisi di questo disequilibrio si fanno sentire quando racconto alcuni aneddoti che mi sono capitati nel down under: io li trovavo così stupefacienti ma nel tono delle risposte che mi venivano date percepivo una mancata sintonia. Un asettico “WOW!” non era quel che volevo sentire. Riflettendoci sopra, sono arrivato alla conclusione che il mio dialogo con gli altri si instaura immancabilmente su registri diversi, quelli di una diversa esperienza di vita. Solo coloro che hanno vissuto all’estero e girato il mondo sono
in possesso della chiave di lettura delle mie affermazioni.
Il passo più grande è rappresentato dalla ripresa del tran-tran del lavoro quotidiano, un lavoro che avevo lasciato un paio d’anni prima, che mi aveva regalato svariate soddisfazioni ma che ora lo trovo piuttosto riduttivo. Riesco a vedere più difetti che pregi, non per una spietata volontà, piuttosto per mezzo di un accresciuto senso critico delle cose che mi trovo di fronte. Di nuovo a lavorare decine di ore al giorno, macinare centinaia di kilometri ogni giorno, sabato compresi, essere sotto una continua e nociva pressione da parte di vili superiori che sono solo in grado di farti sentire pura feccia.
A queste condizioni il passo è decisamente breve per arrivare a porsi la domanda delle domande: cosa ci sto a fare qui? E’ questo ciò che mi devo aspettare dal mio futuro? Cosa posso fare per riprendere le redini della mia vita?
Per ritrovare il mio equilibrio interiore, quello che mi sono costruito con gli anni e consolidato col viaggio, sono arrivato alla conclusione che la mia permanenza nelle terre di casa le considero come fossero una tappa di un mio vagabondaggio iniziato un paio di anni fa. Nella mia testa si è già consolidata l’idea di tornare ad essere “libero”, ad inseguire quelle libertà che mi fanno sentire me stesso e presto mi ritroverò con zaino in spalla ad allargare le mie conoscenze. Perchè solo viaggiando si è capaci di arrivare a creare un senso critico delle cose che ci succedono attorno, al di fuori di quelle barriere mentali che altrimenti non saremo in grado di oltrepassare. Già, ascoltando le news dai mass media o leggendo articoli inerenti all’oz, ho iniziato a capire come le informazioni che raggiungono le nostre case sono in un certo senso non reali, ma artefattate per seguire quelli che sono i modelli italiani.
Per rendere un paragone cinematografico, io voglio staccarmi dal Matrix, e vedere il mondo con i miei occhi secondo volontà che mi appartengono e non manipolate dal Sistema.
Per il momento tengo botta, confabulando il prossimo futuro!

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3 Responses to Resoconto

  1. Beltra & Virgi ha detto:

    ola man tieni duro è lo spirito che conta anche piu’ dei viaggi a volte…in ogni caso se ripassi in zona sei benvenuto 😉

  2. Dome ha detto:

    c’hai ragione ma lo spirito e’ libero piu’ che mai!!
    lo accetto come se fosse un invito, eh eh
    ciao belli!

  3. Hachi ha detto:

    Tieni botta…ma non smettere di riflette.Qualcuno che ti capisce c’è…e anche molto bene!

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