Un giorno in aereo

On 11 novembre 2007, in viaggio, by Dome

Mi sveglio. Piove. Strano, non succede mai in UK. La mia avventura inizia ben presto quando, in aeroporto, di fronte al tizio del check-in sfodero tutto il mio inglese annuendo a fior di “yes” alle numero cose che mi diceva. Fatto sta che riesco a prendere l’aereo senza troppi problemi. Meglio così. Massacrato dal tour londinese parto fisicamente stanco come era nei miei piani nella speranza di riuscire a dormire il più possibile incrociando le dita che il tempo volasse  come l’aereo. Ma non è così facile riposare. Innanzitutto ho poco spazio per le gambe e non è così facile distendersi, pazienza, ma al mio fianco non mi si siede una signora piuttosto abbondante (che scopro essere una croata!?) che russa e sgomita!! Mi metto il cuore in pace e guardo fuori dal finestrino. La partenza è alle 12e30 e a Londra tra una nuvola e l’altra spunta un tiepido sole; verso le 15 mi accorgo che è gia buio, manco avessimo fatto una corsa contro il tempo, e la natura mi offre una splendida visione: il cielo ha un nero che più nero non si può e le stelle sono enormi ed appaiono talmente vicine che sembra di poterle prenderle. Indimenticabile. Vengo distratto dalla hostess che mi rifila il pranzo, ehm che dico, la cena, così tra una forchettata e l’altra mi guardo un bel film. Alle 23 c’è già l’alba e inizio già ad assimilare il concetto di fuso orario e di jet lag. Alcune ore più tardi atterro a Hong Kong (dove regna una cupola di umidità, e non di smog spero) e come in un pit stop, veloce prendo il secondo aereo diretto per Sydney. Qui ho un giovane ragazzo che siede al mio fianco e vengo di tanto distratto dalla rivista un pò osè che legge.. questo altro volo non mi va così tanto male!! 😛

Per distrarmi dò un’occhiata al computer che mi dà le indicazioni del volo: velocità intorno ai 960Km/h, altitudine 12000 metri, temperatura esterna -53°C.. che roba!!

Verso le 11 di mattina atterro, regolo le lancette sul nuovo fuso e salta fuori che sono le 21, tiro velocemente le somme, e mi accorgo che sono invecchiato di una decina d’ore in più del normale. Fatta questa tremenda scoperta prendo il bus, e con gli occhi ancora spalancati dalla scoperta, me ne vado a dormire in ostello.

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