A metà Cordillera

On 17 gennaio 2011, in Argentina, by Dome

E’ grande l’Argentina. Interminabile. Tratte di autobus da una giornata, migliaia di chilometri tra una capitale e l’altra mentre guardando fuori dal finestrino si ha l’impressione di correre su un tapis-roulant per via del piatto panorama che mai non cambia. Mi sono lasciato alle spalle la sporca San Salvador de Jujuy e le sue terme “casalinghe”, la verde e spagnoleggiante Salta, forse la più bella città del Paese Cordoba e la Sierra dove ancora riecheggia il rombo della moto del Che, Mendoza che tanto si vanta dei suoi vigneti come quelli italiani per giungere alla “alpina” città di Bariloche. Ah, dimenticavo di menzionare che il clima è cambiato da così a così. Stoicamente continuo a vestire i pantaloncini ma una maglia di lana e un giubbetto frangi vento sembrano essere obbligatori. Sul lago Nahuel Huapi si divertono wind e kyte surfers e sull’orizzonte
neanche tanto lontano si innalzano le montagne della Cordillera. Il cerro più alto di questa regione è il Tronador, così chiamato per il suono prodotto dai pezzi di ghiaccio che cadono dalla vetta, e da lontano appare imponente, con le spalle grosse, che sembra quasi difendere le montagne più piccole abbracciandole ma ammirandolo dalla sua base capisci quanto importante e delicato sia, nonostante il suo aspetto spigoloso faccia distogliere l’attenzione: alimenta le acque di un fiume, alimenta la nostra vita.

Il parco naturale qui è fantastico, inaspettato per certi versi considerando la steppa che c’è alle porte, e l’aria è così fresca e pura che ti viene voglia di fartene una scorpacciata. E per questo motivo nel vicino paesino de El Bolson si coltiva biologico una varietà di frutta praticamente tutta importata con gli anni dall’Italia e si producono birre artigianali dal gusto veramente deciso.

Ti svegli la mattina e ti trovi le vette imbiancate, cala il vento e calano le nubi e la tua passeggiata fotografica perde parecchio significato e per tirarti su il morale ti bevi una bella tazza di cioccolata calda e girando per il centro qua e là enormi San Bernardo ti convincono ancora una volta di essere a Cortina piuttosto che nel Rio Negro argentino.

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