Sydney day one

On 13 novembre 2007, in Australia, by Dome

Mi sveglio ripetutamente tutta la notte. Sarà un ragazzo che russa come una tromba, sarà il caldo, sarà la voglia che ho di uscire a vedere questa nuova città… fatto sta che finalmente spunta il sole e mi decido ad alzarmi e farmi una doccia. Primo dubbio: “come ci veste a metà novembre?”. Guardo fuori dalla finestra e senza esitazioni, mentre ripongo nel più profondo dello zaino maglione e felpe, mi domando chi me l’ha fatto a fare a portare quel genere di vestiario. Qui bastano pantoloncini e maglietta. Scendo in portineria e il tizio dietro al bancone inizia a spararmi frasi a raffica ed anche in questo caso annuisco come un deficiente a tutto. Avrà forse voluto dirmi alcune cose o regole riguardanti l’ostello? Chi lo sa. Finalmente esco e il sole inizia subito a farla da padrone, batte come un forsennato. Ed ecco che sorge il secondo dubbio: “E mo’?”. Decido di togliermi subito gli impegni burocratrici e così faccio spuntare fuori dal telefono un indirizzo dove so lavora una ragazza italiana e che mi può aiutare nel mio intento. Dopo una ricerca alquanto disperata riesco a recuperare una mappa della città e finalmente mi incammino con una meta. Arrivato a destinazione suono al campanello e col mio inglese ormai collaudato chiedo se lì lavora la tipa. Senza darmi risposta mi aprono e salgono. Come entro una ragazza, che scopro più tardi non essere quella che cercavo, mi squadra e mi fa: “italiano?”; allora, non vesto nulla di patriotico, non ho aperto bocca, mi sembro essere uno qualsiasi e questa mi legge in fronte che sono italiano!
Più tardi mi accorgo che quel posto è un vero e proprio covo di italiani, che vanno e che vengono, e subito riesco a trovare info per un lavoro. Non male dopotutto, visto che ho optato di iniziare con un corso di inglese e così forse riesco a pagarmelo senza intaccare troppo le mie finanze.
Torno contento all’ostello e faccio conoscenza con una decina di italiani, tra qui una ragazza che aiuta nella gestione dell’ostello, e mi accorgo che anche se ti trovi dall’altra parte del mondo, spaesato come sei nei primi giorni, è come sentirsi a casa.

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4 Responses to Sydney day one

  1. Ludovica ha detto:

    Ciao Domi, sono molto contenta di leggere che sei arrivato in Australia (che lontano!) e che puoi girare in maglietta e calzoncini come piace a te. Spero che tu riesca a trovare subito un lavoro e che la tua Maestra di Inglese sia buona (a proposito: non è meglio che studi l’Australiese?). Qui è cominciato il freddo. Ho conosciuto una nuova compagna di classe: la Lora Wylie (mi ha detto che viene dall’America). Un bacio da Luvi

  2. Anna ha detto:

    Ciaooooo giramondo!
    dì la verità,sei andato in Australia solo per vivere in pantaloncini e maglietta! Qui tutto a posto! il XXV aprile non è ancora crollato e comincia la nebbia! mejo de cussì..un abbraccio
    Anna****

  3. Simone ha detto:

    Hi, Mr. Domenico! Scusami che non ho mai commentato le varie tappe del tuo viaggio, ma le ho sempre seguite. Allora vedo che là va da dio, altro che. Qua c’è la solita m…erd… di tempo…umido, freddino e niente di nuovo. Anzi, non è vero niente di nuovo, vieni da Fanio domani che offro lo spritz? Colpa di quelli che hanno inventato il compleanno!!! Ma vedo che a questo blog rispondono solo donne, caro Domenico tu si che la sai lunga…torno a lavorare, tu che cosa hai trovato da fare?

    • Dome ha detto:

      Ola Cimelon, tanti auguri allora! brinderò alla tua anche io.
      chiedo perdono a tutti se non aggiorno costantemente il blog ma è difficle trovare il tempo che coincida con il computer libero per scrivere..ed inoltre ho avuto alcuniproblemini nell’aggiornamento per cui ho perso qualche commento vostro..mea culpa!! camminerò in ginocchio sui ceci..
      ringrazio ancora tutti voi che mi seguite. viva!!

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