Una fermata nel nulla

On 21 giugno 2009, in Australia, viaggio, by Dome

La sveglia ci butta giù dalla branda quando il cielo ancora si nasconde nel passante buio della notte. La stanchezza è tanta, reduci dagli ultimi due giorni di camminate e l’ultima nottata trascorsa in cerchio tutti assieme a fare giochi “da campo”. Inutile anticiparvi il programma odierno poichè è sempre lo stesso… centinaia e centinaia di kilometri di lunghe ed estenuanti strade. In cuor mio sono contentissimo perchè nella mia testa si è materializzata quell’idea di australia che da acerbo viaggiatore avevo prima della partenza: questi luoghi del WA, i colori, il senso d’avventura che si avverte ovunque, i silenzi delle radure interrotti da tremendi fischia di vento sono tutti ingredienti che mi hanno fatto innamorare in modo definitivo di queste terre.
Prima di raggiungere la nostra strada asfaltata che ci porterà ancora più a nord, facciamo ancora in tempo a riempirci di rossa polvere ripercorrendo quella trentina di kilometri di buche e sali e scendi; per fortuna non sono ne allergico alla polvere ne schizzinoso di sentirmi
sporco di prima mattina! Ci si muove in direzione del mare, lasciandoci alle spalle le colline della riserva del Hamersley Range. Le temperature iniziano a farsi già sentire, non serve più vestire il cappello di lana e giubottino, anzi, la magliettina è proprio gradita e vestiti gli occhiali da sole mi addormento sotto il tepore dei raggi solari. Mi risveglio poco prima di fermarci per una sosta in una spersa road house per fare carburante, sgranchirci le zampe e mettere qualcosa sotto i denti; qui ho la possibilità di vedere da vicino sia uno stupefacente pavone bianco che la mole di uno dei celeberrimi road train, ovvero i camion con quattro o cinque (forse anche più) rimorchi dalla lunghezza totale esagerata! Non vorrei trovarmi nei panni dell’autista mentre fa una curva… Il nostro autista ci informa che da li a poco saremo giunti sulla costa settentrionale dell’australia, proprio alla origini della 80 miles beach, una spiaggia che si spinge dritta per qualcosa come 130 kilometri!! Non sto nelle pelle per mettere i piedi in acqua ancora una volta, camminare scalzo sulla sabbia e coltivare una sana abbronzatura invernale. Dal finestrino del nostro pulmino, da ore, non vedo altro che sterminate rosse pianure e mi domando come possa apparire alla vista una spiaggia rossa; la risposta è alquanto semplice poiché la sabbia è incredibilmente bianca e tale è il riflesso del sole su di essa che quasi ti acceca. Enorme e senza limiti, le distanze si disperdono oltre l’infinito e una moltitudine di insolite piatte conchiglie popolano questa celebre costa. Tempo di riposarsi un poco al sole, giocare a rugby con quei due tosti irlandesi e via di nuovo in strada fino a tarda sera per raggiungere la Pardoo Station, una farm estesa almeno quanto il veneto; anch’essa è collegata all’unica strada statale attraverso una sterrata via, polverosa ovviamente… per fortuna questa volta è l’ora della doccia!

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